Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito, leggi la nostra Informativa sui cookie

Norme in materia di alimentazione SG

Generale

Un importante diritto delle persone che soffrono di celiachia è quello ad una informazione chiara sugli alimenti rispetto alla loro idoneità alla dieta senza glutine. Il Regolamento europeo 41 del 2009, sostituito dal 828 del 2014, oggi in vigore, ha stabilito le condizioni d’uso della dicitura “senza glutine” che garantisce al celiaco, sia sui prodotti confezionati che su quelli venduti sfusi, un contenuto massimo di 20 mg su kg di glutine. L’azienda che indica un suo prodotto alimentare come “senza glutine” deve garantire quindi sia l’assenza di ingredienti contenenti glutine, ma anche l’assenza del pericolo di contaminazione.

Il regolamento europeo 828/2014, inoltre, ha stabilito che la dicitura “senza glutine” può essere seguita dalle indicazioni “specificamente formulato per celiaci – persone intolleranti al glutine” o “adatto ai celiaci – persone intolleranti al glutine”

La prima dicitura può essere usata solo per gli alimenti dove il glutine, tradizionalmente presente, viene ridotto o sostituito (pane, pasta, biscotti, ecc.). L’uso della dicitura è volontario, ma diventa obbligatorio per i prodotti inseriti nel Registro Nazionale degli alimenti senza glutine (RNA), erogabili al celiaco dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La dicitura “adatto ai celiaci – persone intolleranti al glutine” può, invece, essere utilizzata per qualsiasi alimento, sempre in abbinamento a “senza glutine”, purché sia garantita l’assenza di materie prime contenenti glutine e l’assenza di contaminazione. Unico divieto di utilizzo è su tutti quegli alimenti che non contengono mai glutine (es. l’acqua o i formaggi tradizionali), per cui l’indicazione risulterebbe superflua e potenzialmente ingannevole per il consumatore, che sarebbe indotto a credere che solo i prodotti con la dicitura fossero idonei, quando invece l’intera categoria è adatta ai celiaci.

 

 

Regolamento (UE) 1169/2011 che regolamenta l’obbligo di dichiarare la presenza di allergeni (tra cui il glutine) nelle informazioni rivolte al consumatore se «usati nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presenti nel prodotto finito, anche se in forma alterata».

 

 

La normativa sugli allegeni

 

 

I cereali contenenti glutine, come il frumento o l’orzo, sono considerati allergeni ai sensi della norma europea (Regolamento UE 1169 del 2011). Secondo questa norma (articolo 9), tutti gli operatori del settore alimentare sono tenuti a dichiarare la presenza nel prodotto finito di allergeni usati nella preparazione di un alimento e ancora presenti nel prodotto finito, sia che si tratti di un prodotto alimentare confezionato, sia che si tratti di un piatto servito al ristorante.
La dicitura “può contenere …”, invece, non è ancora stata normata dal legislatore europeo e al momento la sua assenza non offre le stesse garanzie fornite dall’uso del claim “senza glutine”.
 

 

Decreto legislativo 111/1992, che regolamenta i prodotti dietetici, specificamente formulati per celiaci.

 

Visualizza il testo

Circolare del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, 5 novembre 2009 

Linee di demarcazione tra integratori alimentari, prodotti destinati ad una alimentazione particolare e alimenti addizionati di vitamine e minerali -Criteri di composizione e di etichettatura di alcune categorie di prodotti destinati ad una alimentazione particolare

Il Ministero della Salute ha pubblicato la Circolare 5 novembre 2009  "Linee di demarcazione tra integratori alimentari, prodotti destinati ad una alimentazioneparticolare e alimenti addizionati di vitamine e minerali - Criteri di composizione e di etichettaturadi alcune categorie di prodotti destinati ad una alimentazione particolare” – Allegato 7  “Prodotti senza glutine” (G.U. Serie Generale n. 277 del 27 novembre 2009) al fine diesplicitare alcuni punti del suddetto Regolamento comunitario:

1. Qualsiasi prodotto del libero mercato (gelati, salumi, caramelle, salse, ecc.), per cui le aziende possano garantire l’assenza di glutine (glutine < 20 ppm), può riportare la dicitura “senza glutine” e la dicitura “non contiene fonti di glutine” va sostituita con la dicitura “senza glutine” per cui la vecchia dicitura “non contiene fonti di glutine” ammessa per i salumi e i gelati in vaschetta di produzione industriale è destinata a scomparire; la dicitura “senza glutine” è di natura volontaria, pertanto, la sua presenza rappresenta la sensibilità e l’interesse di un’Azienda verso la categoria dei celiaci;

2. I prodotti dietetici senza glutine restano soggetti alla procedura di notifica (D.L. 111-/92);

3. Il limite di glutine di 100 ppm è ammesso solo per i prodotti dietetici a base di ingredienti depurati di glutine. Tali prodotti devono riportare obbligatoriamente la dicitura “con contenuto di glutine molto basso”. Questa definizione non è riferibile ai prodotti di consumo generale;

4. I prodotti dietetici “con contenuto di glutine molto basso” non sono ammessi nel registro nazionale ai fini dell’erogabilità a carico del S.S.N.;

5. I prodotti “naturalmente senza glutine” ossia quelli non contenenti glutine e non trasformati, come frutta, verdura, carne, pesce, latte, uova, non potranno utilizzare il claim “senza glutine” che, per loro natura, non necessitano di dichiarare l'assenza di glutine.

6. Per gli alimenti di uso corrente l’impiego della dizione “senza glutine” in etichetta è ammesso solo qualora l’azienda produttrice sia in grado di garantire sia l’assenza di ingredienti derivati da cereali contenenti glutine sia l’assenza di potenziali fonti di contaminazione durante il processo produttivo. Questo significa che l’azienda in questione dovrà adeguare il proprio piano di autocontrollo al fine di garantire che il tenore residuo di glutine nei propri prodotti dichiarati come “senza glutine” non superi i 20 ppm.

Nello stesso piano infatti dovrà essere previsto il punto di controllo relativo al glutine in particolare nel punto di entrata delle materie prime impiegate, nelle fasi di stoccaggio, durante il processo produttivo vero e proprio e nella sanificazione e pulizia dell’impianto/linea con relative modalità di controllo dei singoli punti critici e gestione delle eventuali non conformità.

7. La dicitura “può contenere tracce di glutine” è utilizzata dalle aziende per indicare una potenziale presenza di glutine per contaminazione accidentale. Tale dicitura non è comunque contemplata fra gli obblighi della normativa vigente.

E’ intenzione del Ministero della Salute avviare una revisione dei prodotti finora notificati e inclusi nel Registro Nazionale al fine di giungere ad una classificazione come dietetici solo dei succedanei di alimenti in cui la presenza di cereali contenenti glutine è caratterizzante e prevalente o addirittura esclusiva eliminando così dal regime di erogabilità gratuita a carico del SSN quei prodotti non essenziali a vantaggio di quelli essenziali.

 

Visualizza il testo

 

 

Regolamenti UE 609/2013 e 828/2014:impatto sulla norma italiana e possibili evoluzioni

 

Visualizza il testo

 

 

Contatore Visite

Oggi
Ieri
Questa Settimana
Settimana Scorsa
Questo Mese
Mese Scorso
Totale
206
430
2067
2654
5643
10736
878599

Ci sono 10 persone Online.

Contatti

Per qualsiasi informazione contattateci ai seguenti recapiti:
 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 +39 090 33 6947
 +39 349 731 4835
  +39 090 33 6947
 Orari Segreteria
     dal Lunedì al Venerdì 9:00 - 13:00
     Mercoledì 14:00 - 18:00
  via Salvatore Quasimodo 32
 98049 Villafranca Tirrena (ME)
 

Social